I manoscritti di disegni per tessuto dei tessitori carnici dei secoli XVIII e XIX, rappresentano un patrimonio tecnico e culturale non ancora conosciuto, se non a livello specialistico. Pubblicare online questi documenti significa mettere gratuitamente a disposizione del pubblico un tassello di quel mosaico costruito dai “senza storia”, che contribuisce a ricreare il vastissimo e variegato sottofondo di conoscenze che hanno fatto la storia. La lettura dei manoscritti, l’interpretazione dei segni convenzionali relativi al tessere, i campioni di tessuto, le ricette per la tintura naturale dei filati, i messaggi inviati dagli autori con le annotazioni personali, che investono l’area del quotidiano attraverso l’espressione di sentimenti ed emozioni, rappresenta un percorso carico di rimandi.
Si tratta di quaderni di dimensioni diverse, composti da un numero variabile di fogli, cuciti con spago e rilegati con carta più pesante o cartoncino, a volte con aggiunta di piccole parti in pelle che li rendono più solidi e importanti.
Sotto il profilo visivo sono oggetti semplici ed eleganti: le copertine di cartoncino marmorizzato, la carta, dalla grana “tessuta” per la componente di stracci, il segno tracciato con inchiostri vegetali che reggono bene al tempo, le parole scritte spesso con guizzi di eleganza.
Gli antichi tessitori lavoravano su telai a licci e pedali sfruttandone pienamente le possibilità. Essi chiamavano i loro quaderni di mestiere libro dei tacamenti, il termine indica propriamente l’operazione del tacar (attaccare, legare fra loro i licci ai pedali/calcole) per ottenere il disegno sul tessuto. Il tacamento si presenta come un reticolo quadrettato, in cui le colonne verticali rappresentano i pedali e i cerchietti o puntini indicano i licci legati a ciascun pedale. Questo diagramma tecnico riveste un fondamentale importanza, perché oltre a presentare la soluzione tecnica da adottare affinché il tessuto risulti ben costruito, descrive il motivo decorativo o comunque la sua base ornamentale. Infatti, osservando il manufatto finito il disegno non è sempre immediatamente riconoscibile. Il disegno può essere modulare, può ripetersi specularmente oppure essere sviluppato secondo le molteplici varianti del rimettaggo (corsar), ovvero la disposizione dei fili dell’ordito nei licci, e del tessimento (caminar), cioè la modalità con cui si intrecciano i fili durante la tessitura. Tacamento, corsar e caminar sono i paramenti fondamentali per la costruzione di questo tipo di tessuti, il cui decoro scaturisce dall’intreccio ortogonale fra ordito e trama, ma anche dai materiali usati e dal colore dei filati.