La prepazione delle rotelle di legno avviene qualche giorno prima, tagliando la sezione circolare di un tronco. Le rotelle vengono poi forate centralmente per farvi passare un filo di ferro e dare in questo modo forma alla #cidula#. Su un pianoro in alto, nei pressi del paese, i giovani di Cercivento allestiscono il fuoco che nella notte servirà per incendiare le #cidulas#. I #cidulars# (lanciatori di #cidula#) si ritrovano la sera, accendono il fuoco e finiscono la preparazione delle #cidulas# per il lancio. Un giovane accosta le mani al volto e urla in direzione del paese la frase di rito che dedica il primo lacio a San Giovanni: "#Vade, vade, vade cheste bièle cìdule e cidulinùte ch'a vàdi in onôr a San Giuan, e ch'a vàdi!#". La #cidula# dopo essere stata incendiata sul fuoco, viene lanciata - grazie al filo di ferro che permette di sorreggere la rotella e dare potenza al movimento del braccio - con traiettoria parabolica verso il paese. Il gruppo procede in questo modo: il secondo lancio è dedicato alle autorità religiose, il terzo ai giovani della compagnia. Le successive #cidulas# sono dedicate alle giovani ragazze del paese. La formula prounciata è la seguente: "#Vade, vade, vade cheste bièle cìdule e cidulinùte ch'a vàdi in onôr a di chê inàmorade giòvine la Renata (nome della ragazza) di Pasquale (nome del padre o della madre) e che Dio la mantegni in lungje e lungjssime vite e in grande sanitêt cul so cjâr giovin inamorât, e ch'a vàdi!#" (Eccola, eccola, eccola questa bella #cìdule# e #cidulinùte# e che vada in onore di quella giovane innamorata (nome della ragazza) di (nome del padre o della madre) e che Dio la mantenga in luga, lunghissima vita assieme al suo caro giovane innamorato, e che vada!). Le #cidulas# lanciate nel cielo disegnano traiettorie luminose che ricordano le stelle cadenti. I giovani si alternano nel lancio, incendiando di volta in volta le #cidulas# e gridando il nome delle ragazze. Il rito si conclude attorno al fuoco: alcuni tra i giovani suonano fisarmonica e chiatarra.