Osservazioni
Queste distruzioni furono opera dell’artiglieria italiana, che scaricò sul paese un fuoco micidiale con tutti i calibri a disposizione, per ritorsione nei confronti di un’ardita azione compiuta dall’artiglieria imperiale all’alba del 3 giugno, quando un mortaio Skoda da 30,5 centimetri venne trasportato da Gorizia fin sulla piazza di Lucinico, da dove sparò una decina di colpi sulla stazione ferroviaria di Cormons, centrandola in pieno e causando parecchi morti, oltre ad esercitare un effetto demoralizzante nei confronti delle truppe italiane. La stazione, infatti, rivestiva una grande importanza, essendo il capolinea di tutti i trasporti di truppe e materiali destinati all’avanzata contro la testa di ponte di Gorizia. Nelle guerre precedenti, risalenti all’800, le battaglie erano combattute in campo aperto dai due schieramenti, senza che le artiglierie si accanissero sulle abitazioni civili. Questa fu, purtroppo, una delle tante tristi novità portate dal nuovo tipo di guerra che si stava combattendo. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)