Osservazioni
Terminate le prime due battaglie, durante i mesi di agosto e settembre il comando della brigata Casale sistemò ordinatamente tutti i propri caduti in un terreno precedentemente occupato da una vigna, facendone il proprio cimitero reggimentale. In questo luogo le varie tombe erano curate dalla pietà e dall’affetto dei commilitoni. Si stima che al termine del conflitto lungo il fronte dell’Isonzo vi fossero più di duecento cimiteri militari di entrambi gli schieramenti, ove erano sepolti circa 400.000 caduti. Nel primo dopoguerra le salme deposte nei cimiteri da campo più piccoli furono traslate in quelli di maggiori dimensioni, alcuni dei quali giunsero a contarne parecchie migliaia, come il cimitero “generale Papa”, detto anche dei “quattro generali”, sorto ad Oslavia (generali Papa, Cattalochino, Trombi, e Cartella), e quello “degli Eroi” sorto a Gorizia, ognuno dei quali custodiva i resti di 5.000 caduti. Le salme degli austro ungarici, invece, furono concentrate prevalentemente nel cimitero militare di Salcano, caratterizzato dall’alta stele centrale che riportava l’iscrizione “ich hat ein kamarad”(io avevo un camerata), versi iniziali di una canzone popolare di guerra tedesca. Infine, nel 1938, tutti i cimiteri di militari italiani allora esistenti furono definitivamente soppressi e le salme trasferite presso il Sacrario di Redipuglia, oppure presso l’Ossario di Oslavia, ove riposano rispettivamente 100.000 e 58.000 caduti. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)