CODICI
ID SCHEDA
1370518
Tipo di scheda
F
Livello di catalogazione
P
Ente schedatore
R06
Ente competente per tutela
S239
BENE CULTURALE
DEFINIZIONE BENE
Definizione
negativo
LOCALIZZAZIONE AMMINISTRATIVA
LOCALIZZAZIONE
regione
Friuli-Venezia Giulia
provincia
UD
comune
Udine
COLLOCAZIONE SPECIFICA
Tipologia contenitore fisico
Palazzo
Denominazione contenitore fisico
Palazzo Mantica
Uso contenitore fisico
archivio
Codice contenitore fisico
4456
Indicazioni viabilistiche
Via Manin, 18
Denominazione contenitore giuridico
Società Filologica Friulana
Specifiche
I piano
ACCESSIBILITA' DEL BENE
Accessibilità
si
DATI PATRIMONIALI/INVENTARI/STIME
UBICAZIONE BENE
Fondo
Fondo Fotografico Ugo Pellis
INVENTARIO PATRIMONIALE IN VIGORE
Numero inventario patrimoniale
FFUP_4456
Responsabile dell'immissione in patrimonio
Bertoni, Katia
Data dell'immissione in patrimonio
2005
DEFINIZIONE CULTURALE
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o ente
Pellis, Ugo
Indicazioni cronologiche
1882/ 1943
Ruolo
fotografo principale
Motivazione/fonte
iscrizione
Codice identificativo
19740
SOGGETTO
SOGGETTO
Identificazione
Feste popolari - Danza degli spadonari
Indicazioni sul soggetto
Ritratto del capitano degli spadonari
TITOLO
Titolo attribuito
Festa patronale a Venaus: ritratto del Capitano degli Spadonari
Specifiche titolo
del catalogatore
CRONOLOGIA
CRONOLOGIA GENERICA
Fascia cronologica/periodo
XX
Specidiche fascia cronologica/periodo
secondo quarto
CRONOLOGIA SPECIFICA
Da
1936/05/17
A
1936/05/17
MOTIVAZIONE/FONTE
documentazione
Note
indicazione dell'autore sul pergamino che contiene il negativo
LUOGO E DATA DELLA RIPRESA
LOCALIZZAZIONE
Regione
Piemonte
Provincia
TO
Comune
Venaus
GEOREFERENZIAZIONE
Coordinata X
45,1595555
Coordinata Y
7,0092222
Punto ALI
42
Occasione
Ricognizione per la compilazione dell'Atlante Linguistico Italiano
Data della ripresa
1936/05/17
DATI TECNICI
Indicazione di colore
BN
MATERIA E TECNICA
Materia
pellicola
Tecnica
gelatina ai sali d'argento
Formato
6x6
CONSERVAZIONE E INTERVENTI
STATO DI CONSERVAZIONE
Stato di conservazione
buono
Note
Il negativo si presenta in buone condizioni di conservazione, lungo i bordi sono presenti lievi lacune e qualche abrasione
CONDIZIONE GIURIDICA E TUTELA
CONDIZIONE GIURIDICA
Indicazione generica
proprietà privata
Indicazione specifica
Società Filologica Friulana
ACQUISIZIONE
Tipo acquisizione
assegnazione
Riferimento cronologico
1942
ANNOTAZIONI
Osservazioni
La festa ha inizio alla mattina. I vari personaggi si radunano alla casa della priora più anziana, che offre il rinfresco. Da qui parte la processione, formata dagli spadonari, dalla banda musicale, dalla portatrice del bran (il bran, una struttura in legno a forma di albero, alta circa 2 metri e mezzo, ricoperto di fiori e grappoli d’uva, spighe di grano, con fiocchi e nastri colorati; un cerchio alla base e due manici permettono alla ragazza di tenerlo in equilibrio sulla testa. Durante la funzione in chiesa esso è deposto in una cappella laterale. Il bran ricorda l’albero di maggio), dalle priore, dai chierichetti, dalla confraternita, dai pompieri, dalle autorità e dalla popolazione, che percorrendo le vie del paese, raggiunge la parrocchiale, prosegue fino al municipio, per tornare nuovamente alla chiesa. Durante il tragitto, gli spadonari danzano in fila indiana, al suono della banda. Un ultimo tratto di processione si svolge intorno alla chiesa, e vede sfilare, portate in spalla dai coscritti, le reliquie del santo, scortate dai quattro spadonari, e la statua, scortata da quattro pompieri (San Vincenzo è considerato il protettore contro il pericolo di incendi). Le priore e gli uomini delle confraternite ricevono un cero addobbato con un mazzolino di fiori. Segue la messa solenne, celebrata da tre parroci e cantata in latino, con la benedizione e la distribuzione del pane della carità. Durante la messa gli spadonari sono disposti ai quattro lati dell’altare, e al momento dell’elevazione impugnano le spade con la mano destra, abbassate con la punta sul pavimento, e portano la mano sinistra al copricapo, simulando un saluto militare. Dopo la funzione religiosa gli spadonari danzano – al suono della banda – sul sagrato della chiesa, disposti in quadrato, orientati sui quattro punti cardinali; in seguito, sempre a passo di danza – questa volta in fila indiana – si recano, seguiti dalla popolazione, presso la casa dell’altra priora anziana, che offre a sua volta un rinfresco. Nel pomeriggio ha luogo la funzione del vespro, dopo la quale gli spadonari danzano nuovamente. Si ritiene che la danza sia di buon auspicio per l’abbondanza del prossimo raccolto se la festa si svolge in una giornata di sole, che scioglie la neve caduta nei giorni precedenti.