Osservazioni
La festa ha inizio alla mattina. I vari personaggi si radunano alla casa della priora più anziana, che offre il rinfresco. Da qui parte la processione, formata dagli spadonari, dalla banda musicale, dalla portatrice del bran (il bran, una struttura in legno a forma di albero, alta circa 2 metri e mezzo, ricoperto di fiori e grappoli d’uva, spighe di grano, con fiocchi e nastri colorati; un cerchio alla base e due manici permettono alla ragazza di tenerlo in equilibrio sulla testa. Durante la funzione in chiesa esso è deposto in una cappella laterale. Il bran ricorda l’albero di maggio), dalle priore, dai chierichetti, dalla confraternita, dai pompieri, dalle autorità e dalla popolazione, che percorrendo le vie del paese, raggiunge la parrocchiale, prosegue fino al municipio, per tornare nuovamente alla chiesa. Durante il tragitto, gli spadonari danzano in fila indiana, al suono della banda. Un ultimo tratto di processione si svolge intorno alla chiesa, e vede sfilare, portate in spalla dai coscritti, le reliquie del santo, scortate dai quattro spadonari, e la statua, scortata da quattro pompieri (San Vincenzo è considerato il protettore contro il pericolo di incendi). Le priore e gli uomini delle confraternite ricevono un cero addobbato con un mazzolino di fiori. Segue la messa solenne, celebrata da tre parroci e cantata in latino, con la benedizione e la distribuzione del pane della carità. Durante la messa gli spadonari sono disposti ai quattro lati dell’altare, e al momento dell’elevazione impugnano le spade con la mano destra, abbassate con la punta sul pavimento, e portano la mano sinistra al copricapo, simulando un saluto militare. Dopo la funzione religiosa gli spadonari danzano – al suono della banda – sul sagrato della chiesa, disposti in quadrato, orientati sui quattro punti cardinali; in seguito, sempre a passo di danza – questa volta in fila indiana – si recano, seguiti dalla popolazione, presso la casa dell’altra priora anziana, che offre a sua volta un rinfresco. Nel pomeriggio ha luogo la funzione del vespro, dopo la quale gli spadonari danzano nuovamente. Si ritiene che la danza sia di buon auspicio per l’abbondanza del prossimo raccolto se la festa si svolge in una giornata di sole, che scioglie la neve caduta nei giorni precedenti.