Osservazioni
Panorami fotografici di Gorizia “agognata” che spunta in lontananza, come appariva dall’estrema trincea occupata nel luglio del 1915: si scorgono distintamente le arcate del ponte ferroviario, il convento dei frati sul colle della Castagnavizza, nella cui cripta trovarono l’estremo riposo Carlo X, re di Francia in esilio, ed altri familiari e membri della sua corte, mentre sulla destra si individua il monte San Marco, che dall’agosto del 1916 all’ottobre del 1917 sarebbe divenuto l’estremo baluardo del sistema difensivo austro ungarico ad est di Gorizia, contro cui si infransero i ripetuti assalti condotti dalle truppe italiane. Nella seconda immagine è visibile, a sinistra, anche il castello come si presentava al tempo, col mastio intonacato di bianco a formare un blocco unico: sarebbero stati necessari i gravi danni subiti nel corso delle battaglie del 1917 (10^ ed 11^) per far emergere le antiche strutture castellane formate da tre edifici originariamente indipendenti tra loro e risalenti ad un periodo compreso tra il XIII ed il XVI secolo. Nel corso della 4^ battaglia dell’Isonzo, combattuta tra il 10 novembre ed il 2 dicembre, le artiglierie italiane vennero per la prima volta dirette in maniera massiccia contro il centro abitato. La grave decisione fu influenzata dall’interrogatorio di prigionieri, ma soprattutto dall’esito dell’osservazione aerea, che evidenziava come il nemico avesse trasformato la città in un grande deposito di vettovagliamenti, accantonamento di riserve, sede di comandi, ma soprattutto di postazioni di artiglieria, anche di grosso calibro, che da tempo colpivano con precisione le postazioni italiane. In tal modo, truppe riposate potevano accorrere rapidamente alle prime linee, attraversando i numerosi passaggi allestiti sull’Isonzo (ben nove), ed iniziare a contrattaccare le truppe italiane stanche e provate dai combattimenti e dalla lunga permanenza in trincea. Anche la corrispondente di guerra viennese Alice Schalek ebbe modo di evidenziare questa realtà in un passo tratto dal suo racconto “a Gorizia”, pubblicato insieme altri nel libro “Isonzofront” edito a Vienna nel 1916: “nel pomeriggio, i militari in permesso siedono al caffè e leggono di preferenza i giornali umoristici. Gli ufficiali vengono giù dalle trincee per amore del Simplicissimus e del Muskete ( i titoli dei due giornali). Questo caffè è sempre frequentato nonostante che lui (lui è semplicemente il nemico) lo tenga sotto il fuoco di fucileria. Se il tempo è bello i signori ufficiali siedono all’aperto davanti alla casa. Vi sono quattro file di tavolini.” (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)