CODICI
ID SCHEDA
1457824
Tipo di scheda
F
Livello di catalogazione
P
CODICE UNIVOCO
Codice Regione
06
Ente schedatore
SFF
Ente competente per tutela
R06
BENE CULTURALE
Ambito di tutela MIBACT
storico artistico
CATEGORIA
Fotografie di guerra
DEFINIZIONE BENE
Definizione
positivo
Tipologia
album
Parte residuale
foglio
Parte componente
elemento/ parte componente di una entità catalografica di tipo complesso
QUANTITA'
Quantità degli elementi
[200]
Numero d'ordine
17
TRATTAMENTO CATALOGRAFICO
Note
bene complesso – parte componente
DISPONIBILITA' DEL BENE
bene disponibile
RELAZIONI
STRUTTURA COMPLESSA
livello nella struttura gerarchica
1
RELAZIONI CON ALTRI BENI
tipo relazione
è contenuto in
tipo scheda
F
identificativo univoco della scheda
1455734
RELAZIONI CON ALTRI BENI
tipo relazione
è in relazione con
tipo scheda
F
identificativo univoco della scheda
1457856
RELAZIONI CON ALTRI BENI
tipo scheda
F
identificativo univoco della scheda
1457884
RELAZIONI
STRUTTURA COMPLESSA
livello nella struttura gerarchica
1
RELAZIONI CON ALTRI BENI
tipo relazione
è contenuto in
tipo scheda
F
identificativo univoco della scheda
1455734
RELAZIONI CON ALTRI BENI
tipo relazione
è in relazione con
tipo scheda
F
identificativo univoco della scheda
1457856
RELAZIONI CON ALTRI BENI
tipo scheda
F
identificativo univoco della scheda
1457884
LOCALIZZAZIONE AMMINISTRATIVA
LOCALIZZAZIONE
stato
Italia
regione
Friuli-Venezia Giulia
provincia
UD
comune
Udine
COLLOCAZIONE SPECIFICA
Tipologia contenitore fisico
palazzo
Denominazione contenitore fisico
Palazzo Mantica
Uso contenitore fisico
Società Filologica Friulana
Indicazioni viabilistiche
via Manin, 18
DATI PATRIMONIALI/INVENTARI/STIME
UBICAZIONE BENE
Fondo
Fondo Oreste Bugni
Serie archivistica
Album Capitano Oreste Bugni
Collocazione
Armadio ufficio presidenza
DEFINIZIONE CULTURALE
AUTORE/RESPONSABILITA'
Nome di persona o ente
Anonimo
Tipo intestazione
N
Ruolo
fotografo principale
Note
attribuito
Codice identificativo
35031
SOGGETTO
SOGGETTO
Identificazione
Guerra mondiale 1914-1918
Identificazione
Gorizia < prov.> - Vedute
Identificazione
Paesaggio – Gorizia < prov.> - 1915-1918
Indicazioni sul soggetto
La città di Gorizia ripresa negli scatti del luglio 1915 dall'argine di Lucinico.
TITOLO
Titolo proprio
Gorizia agognata
Specifiche titolo
dell’autore, manoscritto
CRONOLOGIA
CRONOLOGIA GENERICA
Fascia cronologica/periodo
XX
Specidiche fascia cronologica/periodo
prima metà
CRONOLOGIA SPECIFICA
Da
1915/07/00
A
1915/07/00
MOTIVAZIONE/FONTE
iscrizione
LUOGO E DATA DELLA RIPRESA
LOCALIZZAZIONE
Stato
Italia
Regione
Friuli-Venezia Giulia
Provincia
GO
Comune
Gorizia
Località
Lucinico
Area storico-geografica
confine orientale
DATI TECNICI
Indicazione di colore
V
MATERIA E TECNICA
Materia
supporto secondario
Note
Album composto da 201 pagine redatte con fotografie e/o didascalie e da XX pagine vuote.
MISURE
Unità di misura
mm
Valore
380x280
Note
altezzaxlunghezza
CONSERVAZIONE E INTERVENTI
STATO DI CONSERVAZIONE
Riferimento alla parte
foglio
Stato di conservazione
discreto
DATI ANALITICI
ISCRIZIONI/EMBLEMI/MARCHI/STEMMI/TIMBRI
Riferimento alla parte
sul foglio
Posizione
posizioni varie
Definizione
iscrizione
Specifiche
dell'autore
Descrizione
Iscrizione manoscritta con inchiostro nero
Quantità
1
Classe di appartenenza
didascalica
Trascrizione
16/ Gorizia agognata/ vista dall'argine di Lucinico/ estrema nostra trincea nel/ luglio del MCMXV
CONDIZIONE GIURIDICA E TUTELA
CONDIZIONE GIURIDICA
Indicazione specifica
Società Filologica Friulana
Indirizzo
Via Manin, 18 Udine
ACQUISIZIONE
Tipo acquisizione
donazione
ACCESSO AI DATI
SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
Profilo di accesso
2
Motivazione
scheda contenente dati personali
ANNOTAZIONI
Osservazioni
Panorami fotografici di Gorizia “agognata” che spunta in lontananza, come appariva dall’estrema trincea occupata nel luglio del 1915: si scorgono distintamente le arcate del ponte ferroviario, il convento dei frati sul colle della Castagnavizza, nella cui cripta trovarono l’estremo riposo Carlo X, re di Francia in esilio, ed altri familiari e membri della sua corte, mentre sulla destra si individua il monte San Marco, che dall’agosto del 1916 all’ottobre del 1917 sarebbe divenuto l’estremo baluardo del sistema difensivo austro ungarico ad est di Gorizia, contro cui si infransero i ripetuti assalti condotti dalle truppe italiane. Nella seconda immagine è visibile, a sinistra, anche il castello come si presentava al tempo, col mastio intonacato di bianco a formare un blocco unico: sarebbero stati necessari i gravi danni subiti nel corso delle battaglie del 1917 (10^ ed 11^) per far emergere le antiche strutture castellane formate da tre edifici originariamente indipendenti tra loro e risalenti ad un periodo compreso tra il XIII ed il XVI secolo. Nel corso della 4^ battaglia dell’Isonzo, combattuta tra il 10 novembre ed il 2 dicembre, le artiglierie italiane vennero per la prima volta dirette in maniera massiccia contro il centro abitato. La grave decisione fu influenzata dall’interrogatorio di prigionieri, ma soprattutto dall’esito dell’osservazione aerea, che evidenziava come il nemico avesse trasformato la città in un grande deposito di vettovagliamenti, accantonamento di riserve, sede di comandi, ma soprattutto di postazioni di artiglieria, anche di grosso calibro, che da tempo colpivano con precisione le postazioni italiane. In tal modo, truppe riposate potevano accorrere rapidamente alle prime linee, attraversando i numerosi passaggi allestiti sull’Isonzo (ben nove), ed iniziare a contrattaccare le truppe italiane stanche e provate dai combattimenti e dalla lunga permanenza in trincea. Anche la corrispondente di guerra viennese Alice Schalek ebbe modo di evidenziare questa realtà in un passo tratto dal suo racconto “a Gorizia”, pubblicato insieme altri nel libro “Isonzofront” edito a Vienna nel 1916: “nel pomeriggio, i militari in permesso siedono al caffè e leggono di preferenza i giornali umoristici. Gli ufficiali vengono giù dalle trincee per amore del Simplicissimus e del Muskete ( i titoli dei due giornali). Questo caffè è sempre frequentato nonostante che lui (lui è semplicemente il nemico) lo tenga sotto il fuoco di fucileria. Se il tempo è bello i signori ufficiali siedono all’aperto davanti alla casa. Vi sono quattro file di tavolini.” (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)