Osservazioni
Un ufficiale, di spalle, sta conversando con due colleghi dell’artiglieria da montagna: quello a sinistra porta il cappello mod. 1910 guarnito dal fregio “a bassa visibilità” ricamato in lana nera, mentre quello a destra veste ancora l’uniforme con cui gli ufficiali entrarono in guerra, con le stellette di grado alle controspalline, il fregio al cappello ed il gallone di grado applicato sul lato sinistro, entrambi ricamati in filo dorato, e la nappina metallica con la croce di Savoia a rilievo, con infilata la penna d’aquila (una disposizione del settembre del 1915 aveva abolito l’uso della penna sul cappello alpino dell’uniforme da combattimento). Particolare degno di nota è rappresentato dal fregio ricamato sulla manica sinistra della giubba, che ne denota l’appartenenza al corpo dei “bombardieri”, nuovissima specialità nata sul finire del 1915 in seno all’Arma di artiglieria, la cui scuola si trovava a Susegana, cittadina del Veneto non distante da Treviso. Tali distintivi, formati da una bombarda da cui escono lingue di fuoco, dovevano essere portati in coppia, uno su ciascuna manica, ed applicati in modo che la bocca da fuoco fosse sempre rivolta in avanti. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)