Osservazioni
Immagine desolata della “terra di nessuno” completamente ingombra di ostacoli passivi che rendevano ancor più difficile la conduzione di un assalto verso le opposte trincee. Si possono notare molti “cavalli di Frisia”, che gli austro ungarici chiamavano invece “cavalli di Spagna”. Erano realizzati con pali di legno reperiti in loco, incrociati tra loro e fissati ad uno posto longitudinalmente, attorno ai quali venivano aggrovigliati i fili spinati, per poi essere letteralmente gettati all’esterno delle trincee. Nel corso del mese di maggio, nel timore di una possibile dichiarazione di guerra dal parte del regno d’Italia, gli austro ungarici decisero di rafforzare le alture, unica parte del territorio difendibile di fronte ad una possibile avanzata nel piano da parte del nemico, mediante lo scavo di trincee ed il posizionamento davanti ad esse di reticolati, che nei punti nevralgici e strategicamente più importanti erano stesi in più ordini, creando una barriera insormontabile e profonda diversi metri, come si evince dalla lettura dei rapporti militari dell’epoca, ma anche delle numerose memorie scritte da parte degli stessi combattenti. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)