Osservazioni
Si notano alcune case incendiate, che probabilmente sono collegabili agli episodi del 9 e 10 giugno, quando le puntate avanzanti della brigata Pavia (27°e 28°reggimento fanteria) appiccarono il fuoco a numerose case del paese ritenendole covo di spie e di nemici che li avevano colti alle spalle con nutrito fuoco di fucileria. Allo stesso tempo anche le artiglierie italiane, schierate alla Pubrida, si accanirono sul paese con un intenso cannoneggiamento per rappresaglia, come risulta dalle cronache del tempo. “Mal ci accolgono i fratelli irredenti” fu una frase emblematica riportata su più di un diario dell’epoca, e che ben rappresentava lo stato d’animo delle truppe italiane, che si attendevano un’accoglienza trionfale da parte di coloro che stavano andando a liberare. Anche il re Vittorio Emanuele III ebbe a dire che “la popolazione oltre confine che è rimasta nelle case non ci è amica”, alla notizia dello scarso entusiasmo con cui le genti di Grado, Cervignano, Mossa, Cormons, e degli altri paesi occupati, aveva accolto le truppe italiane. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)