Osservazioni
Tipici campi di reticolati italiani, caratterizzati dai lunghi pali di ferro a sezione circolare infissi nel terreno mediante avvitamento, sfruttando l’estremità inferiore fusa a forma di cavatappi e usualmente denominata “a coda di porco”. I quattro, o talvolta cinque, occhielli presenti lungo il fusto agevolavano l’inserimento e rapido ancoraggio del filo spinato. L’invenzione del filo spinato si deve ad un colonnello statunitense che lo impiegò come strumento di protezione delle piantagioni dal distruttivo passaggio delle mandrie di bovini ed equini, sempre in movimento alla ricerca di nuovi pascoli. In breve lo strumento destò l’attenzione dei militari che ne colsero le grandi opportunità in chiave di difesa bellica. Impiegato per la prima volta dai comandi Boeri, e successivamente nel corso della guerra russo-giapponese, fu nella grande guerra che il filo spinato trovò il massimo impiego, divenendo il principale ostacolo passivo sul campo di battaglia, e perciò anche la principale causa della trasformazione dell’iniziale guerra di movimento in guerra di posizione. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)