Osservazioni
I “cumuli di morti” sono avvolti nei teli tenda ed attendono di essere sgombrati e composti nei cimiteri da campo generalmente posti nelle vicinanze. Seguiva la pietosa opera di identificazione delle salme per poterne riportare il nome sulla croce posta ad identificarne la sepoltura, per aggiornare l’elenco dei caduti del reggimento, ed infine per darne la triste comunicazione alle famiglie. All’entrata in guerra ogni militare era provvisto di un “piastrino di riconoscimento”, consistente in una piccola lastra di zinco di forma rettangolare, riportante ad inchiostro zincografico indelebile di colore nero le proprie generalità, il distretto di reclutamento, il numero di matricola, e talvolta anche l’unità di appartenenza. Veniva cucito alla giubba, utilizzando i quattro fori di cui era provvisto, e posizionato all’interno della bottoniera coperta, tra il secondo ed il terzo bottone. Nel corso del 1916, allo scopo di poter annotare molte altre importanti informazioni, quali le vaccinazioni e le specifiche iniezioni antitetaniche praticate al militare, nonché il nome e cognome dei genitori, l’indirizzo della famiglia, la classe di leva, ed il reparto di assegnazione, venne introdotta la “tessera militare”, costituita da un foglio di carta ripiegato più volte su cui erano annotate tutte le informazioni appena descritte, e che era riposto in un astuccio di latta cromata che si portava appeso al collo con un cordoncino. Poiché la carta contenutavi, se esposta all’umidità deperiva facilmente, si ritiene che questo fu uno dei motivi che causarono i molti mancati riconoscimenti di caduti, che andarono ad ingrossare le fila dei “Militi Ignoti”. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)