Osservazioni
Molti feriti gravi erano trasportati ai piccoli posti di medicazione avanzati, in cui il personale sanitario doveva rapidamente decidere quelli che potevano essere oggetto di cure, e quelli per cui, invece, ogni intervento sarebbe stato vano. L’immagine ritrae alcuni militari deceduti ancor prima di essere stati visitati dal personale sanitario. La struttura logistica del Corpo di sanità militare si articolava in: posti di medicazione di primo intervento a ridosso delle linee, ospedaletti da campo, generalmente grandi tende, in cui si operavano i più gravi, ospedali da campo, generalmente baraccamenti, ove erano curati i meno gravi, ospedali militari e ospedali militari della Croce Rossa Italiana, con sedi in edifici pubblici e privati, preferibilmente lungo assi ferroviari, o comunque grandi vie di comunicazione. Infine i cosiddetti ospedali di riserva, dove erano curati i militari che per la tipologia delle ferite o delle mutilazioni riportate, non sarebbero più rientrati ai reparti. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)