Osservazioni
La curiosità nei confronti di proiettili, bombe, bombe a mano e da fucile, e “barilotti” nemici inesplosi, di fronte ai quali i soldati posano fieri e quasi trionfanti per lo scampato pericolo. L’Austria Ungheria era in guerra già da quasi un anno, durante il quale le sue forze armate avevano potuto sperimentare e prendere dimestichezza con tutte le nuove armi prodotte grazie al grande progresso tecnologico avvenuto nel corso degli ultimi anni del XIX secolo e primi anni del XX in tutti i principali paesi del mondo, facendo valere un anno di esperienza di guerra al proprio attivo. Il regio esercito Italiano invece, essendo entrato in guerra solo l’anno successivo, soffrì per lungo tempo questo ritardo che solo nel corso del 1916 riuscì ad azzerare completamente. Solo a titolo di esempio, quando il conflitto assunse le connotazioni di guerra di trincea su tutti i fronti di guerra le bombe a mano, che inizialmente erano degli strumenti rudimentali e poco utilizzati, trovarono un sempre maggior impiego e subirono un’evoluzione impressionante, con la produzione di molteplici modelli sempre più micidiali frutto della genialità ( se così si può dire) dei propri inventori, molti dei quali erano gli stessi combattenti del campo di battaglia! (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)