Osservazioni
Si nota come le trincee fossero semplicemente scavate, complice il terreno molle di origine morenica, e guarnite di sacchi pieni di terra sulla parte volta al nemico. Ma non appena si scatenavano i violenti acquazzoni estivi, o le piogge autunnali, le trincee letteralmente franavano seppellendone gli occupanti. Quelle nella foto furono le trincee occupate dal 1°reggimento Carabinieri Reali, protagonista nel corso della seconda battaglia dell’Isonzo (combattuta dal 18 luglio al 3 agosto), di ripetuti assalti alle trincee avversarie di quota 240 perdendo circa il 40% degli effettivi tra morti, feriti e dispersi. La presenza dei Carabinieri nelle trincee di prima linea andava inquadrata nei piani di attacco elaborati dal Comando Supremo del regio esercito italiano, che prevedeva una loro irruzione attraverso i reticolati nemici, con successivo attraversamento del fiume Isonzo utilizzando i numerosi passaggi costituiti da ponti e passerelle, per giungere infine nella città di Gorizia assumendone il controllo con l’occupazione dei punti nevralgici, la costituzione di posti di blocco, ed il rastrellamento dei prigionieri, favorendo la successiva entrata del grosso delle truppe. In realtà l’importante obiettivo sarebbe stato conseguito solamente un anno dopo, nel corso della sesta battaglia dell’Isonzo. Dopo il bagno di sangue subito nel corso della battaglia, i superstiti del reggimento vennero destinati ad altri importanti compiti, e mai più schierati quale truppa combattente in prima linea.(Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)