Osservazioni
Due suggestive immagini riprese dall’interno di un ricovero scavato nella roccia: le caverne erano realizzate utilizzando mazze, punteruoli, scalpelli e picconi. Appena lo scavo procedeva era necessario metterlo in sicurezza utilizzando grossi pali di legno, oppure tronchi d’albero rinvenuti in loco. Dove invece la roccia era calcarea, come sul Carso, era necessario impiegare macchine perforatrici ad aria compressa, alimentate da motori a benzina. Seguono due scatti della bomba detta “baule” (così denominata dai combattenti a causa delle grandi dimensioni del mortaio Skoda da 30,5 cm) miracolosamente non esplosa. (Associazione Culturale Isonzo - Gruppo di Ricerca Storica ODV Gorizia)
(Associazione Ricercatori Isontini)