Trascrizione/descrizione
Il manoscritto di Antonio Michieli detto Filosa (1869) di Cavazzo Carnico fu ritrovato dai proprietari dopo il terremoto del Friuli del 1976. Lo studio e la valorizzazione dell'importante documento si deve a Gilberto Ganzer e ad Attiliana Argentieri Zanetti, che fu la prima a tradurre in disegno tecnico tessile contemporaneo i diagrammi/disegni per tessuto del manoscritto, definiti "tacamenti". La ricerca fu poi sviluppata da Gina Morandini e Carmen Romeo, colleghe di Argentieri presso l'Istituto Statale d'Arte, ora Liceo Artistico "Giovanni Sello" di Udine.
Il Libro presenta una documentazione completa, in quanto oltre ai "tacamenti", alla "memoria dei tessuti" (quantità commissionate, destinazioni d’uso, prezzi, pesi, misure, colori dei filati e tinture…), alle ricette per la tintura naturale dei filati, contiene e si conclude con un campionario di tessuti per abbigliamento ed arredamento.
Nel manoscritto, i tacamenti, ossia i disegni per tessuto, che compaiono per primi sono quelli a sedici licci; seguono poi motivi via via meno complessi, realizzati su telai a quattordici, dieci, otto e infine quattro licci. Le ricette di tintura, invece, non risultano dettagliate, poiché mancano indicazioni precise sulle quantità e sui tempi di lavorazione. Inoltre, alcuni ingredienti citati, come vetriolo e cromo, sono sostanze tossiche e pericolose da utilizzare.
Nel 2025, gli eredi decisero di vendere il manoscritto, che è stato acquistato dall'associazione CIRT aps per conservarlo in Friuli, studiarlo e di farlo conoscere e apprezzare al pubblico più vasto.
Osservazioni
Il manoscritto si compone delle seguenti parti.
41 pagine, progetti per tessuto.
Le ricette per la tentura naturale dei filati sono sei:
1) per fare un bel nero in cotone;
2) per fare blu;
3) per fare naranzo a uso rusine;
4) per fare oliva;
5) per fare color caffe;
6) per nero fino.