Friuli 1976: il volto di una comunità che rinasce

Il 6 maggio 1976, alle ore 21.00, il Friuli venne colpito da un terremoto devastante. Case crollarono, paesi furono rasi al suolo, vite sconvolte. Eppure, in mezzo alle macerie, sorse qualcosa di straordinario: una comunità unita, capace di affrontare con dignità e determinazione una delle tragedie più gravi della storia italiana del secondo dopoguerra. I friulani furono protagonisti di una ricostruzione  fondata su partecipazione, sostegno e senso di comunità, fatta non soltanto di  aiuti materiali ma di relazioni, amicizie, legami destinati a durare anche per  tutta la vita. È questa dimensione umana che il progetto “Friuli 1976: il  volto di una comunità che rinasce” vuole portare alla luce. 
L’iniziativa intende creare un  archivio della memoria della ricostruzione dal terremoto: non, dunque, le  immagini della distruzione, ma della ricostruzione: dei paesi, delle  scuole, delle comunità, delle relazioni. Attraverso fotografie autentiche e  spontanee, nella maggior parte dei casi non professionali ma tratte dagli  archivi familiari, si vuole restituire la forza di quei gesti quotidiani,  l’impegno collettivo, la solidarietà concreta che hanno contraddistinto il
Friuli di allora e che si sono protratte negli anni. Il progetto vuole  riportare alla luce una memoria fatta non soltanto di ricostruzione materiale,
ma anche di relazioni e di persone. Le fotografie conservate negli archivi  privati diventano così parte di un patrimonio condiviso, capace di raccontare
anche a chi il terremoto non lo ha vissuto direttamente.  
Per questo è stato rivolto l’invito a tutti i soci della SFF a contribuire con le proprie fotografie,  custodite nei cassetti o negli album di famiglia affinchè diventino patrimonio  di una storia collettiva per la definizione della nostra identità friulana. Nella maggior parte dei casi non si tratta di scatti professionali ma testimonianze vive, che raccontano volti, mani, mattoni, sorrisi e fatiche di una comunità che, pur ferita, ha saputo rialzarsi insieme. Tra coloro che hanno consegnato le fotografie sono stati scelte tre storie che sono diventate altrettanti racconti affidati alla memoria dei protagonisti attraverso delle video-interviste che è possibile ascoltare.
Tutte le foto sono digitalizzate e catalogate così come i video con le interviste. Una volta digitalizzate le fotografie sono restituite ai legittimi proprietari. L’auspicio è quello di poter implementare ulteriormente la raccolta. “Friuli 1976: il volto di una comunità che rinasce” rimane infatti un progetto aperto, da arricchire ulteriormente: per questo l’invito è di continuare a contribuire con nuove immagini e nuove storie.